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PAOLA SORRESSA – MANDALA DANCE COMPANY

PAOLA SORRESSA – MANDALA DANCE COMPANY

LASCIATECI DANZARE…RIVELAZIONI D’ARTISTA 2017

1) Come e quando sei stata rapita dalla danza?
Credo che sia da sempre connaturata in me.
Da piccola ricordo una cugina che faceva danza classica ed io che giocavo con le mie babbucce di lana a calzarle come punte di gesso.
Inseguendo questo sogno ho talmente esasperato i miei genitori che sono stati costretti ad iscrivermi ad una scuola di danza già all’ età di 5 anni!
Da quel momento la Danza non mi ha più lasciata diventando, da vocazione, la mia professione e la mia Mission.
Dopo un percorso accademico, il mio incontro con la danza contemporanea e la coreografia, coincidendo con la mia crescita esistenziale, mi ha fatto scoprire orizzonti maggiormente congeniali di superamento dei limiti, gestione dello spazio e del tempo e libertà di espressione, in un percorso di ricerca in continua evoluzione.

2) Come gestisci il concetto di Tempo e Spazio?
L’atto creativo è per me un perpetuo qui e ora, e pertanto il Tempo così come lo intendiamo è sospeso.
Lo Spazio è un luogo tridimensionale “pieno” e un corpo in movimento vi lascia sempre un segno, impronta energetica del suo passaggio e della sua relazione con esso.
Fin dalle prime ricerche sul movimento mi sono dovuta relazionare però con la forza di gravità, aspetto imprescindibile dello spazio nella nostra dimensione terrena, avendo così l’opportunità di intraprendere una ricerca improntata sull’illusione visiva della sua assenza, dando vita ad un movimento fluido, consapevole e tridimensionale, connesso con lo spazio e con tutti gli elementi che lo abitano (i corpi di altri danzatori, il pavimento, gli oggetti di scena, le luci ecc …).
Come in un gioco, ad ogni movimento creato, la gravità mi propone sempre una nuova sfida, obbligandomi a trovare nuove soluzioni. Dialogando con essa scaturiscono così ritmi, e quindi variazioni di velocità e intensità nel gesto stesso e nella relazione con lo spazio e gli altri corpi.

3) Quali nodi tematici attraversa questo spettacolo?
Questa produzione indaga il concetto di interconnessione, che trova oggi conferma nelle teorie della fisica quantistica, in cui la molteplicità è parte integrante ed imprescindibile dell’Uno.
Essa ci dimostra che tutto è connesso, nel microcosmo come nel macrocosmo, in un flusso di energia portatore di informazioni che trascende lo spazio ed il tempo: il vuoto stesso è pieno, in quanto “abitato” da vibrazioni e frequenze di varia intensità.
In questa produzione viene indagata la molteplicità delle possibili connessioni: fisiche, emotive, visive e legate alle energie sottili.
L’azione si svolge all’interno di uno spazio circolare, luogo di innumerevoli interpretazioni.
Desiderando coinvolgere più intimamente il pubblico, una parte di esso sarà presente sulla scena e interagirà con l’azione dei danzatori.

4) Tre parole che esprimano il dialogo che vorresti creare con il pubblico?
SENSITIVO – EMOTIVO – RIFLESSIVO
Prima il pubblico dovrebbe essere toccato da un vibrazione energetica, dal quale dovrebbe scaturire un coinvolgimento emotivo che si auspica possa portare ad una riflessione.

5) Con quale costume entreresti in una scena deserta?
Nuda

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